Politica Italiana: Articoli ad argomentazione socio-politca
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G8 di Genova: Sconcerto per il congedo immediato imposto al CC Mario Placanica
13/04/2006

Lamezia Terme, 13 apr. 1006 - (Adnkronos) - È stato posto in «congedo assoluto» con effetto immediato perchè «permanentemente non idoneo al servizio militare in modo assoluto» per infermità dipendente da «causa di servizio», Mario Placanica, il giovane carabiniere di leva coinvolto negli incidenti del 20 luglio 2001 durante il «G8» di Genova, processato per la morte di Carlo Giuliani ed assolto con formula piena proprio nei giorni scorsi. A darne notizia è l'avvocato di Placanica, Vittorio Colosimo, che annuncia azioni legali contro il provvedimento, contestando le motivazioni che ne sono all'origine.

Comunicato stampa del COISP: Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia
Comunicato stampa 147/06 del 25 agosto 2006 - Responsabile Ufficio Stampa:    Dott. Tullio Cardona

Oggetto: Mario Placanica entri in Polizia.
Un Delinquente al servizio dei violenti viene trasformato in eroe, un  carabiniere al servizio dello Stato resta disoccupato.

 “Se Placanica lo vuole – afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp - il Coisp si adopererà perché possa prendere servizio in Polizia, mettendo in atto tutte le possibili azioni presso il Dipartimento affinché questo leale Operatore di Sicurezza possa trovare lavoro, mantenere la famiglia e offrire il suo contributo alla società, quella collettività che ha difeso a Genova, trovandosi nelle condizioni di difendere, purtroppo, se stesso.”
 “Heidi Giuliani – prosegue Maccari - continua a blaterare richieste di “verità”; la verità vera è un ex carabiniere come Mario Placanica ora disoccupato, trovatosi a dover difendersi dalla violenza non di pacifici dimostranti ma di un pugno di violenti facinorosi, fra cui Carlo Giuliani.” “Il Coisp - prosegue Maccari - non può che sostenere l’azione legale di risarcimento dei danni a carico della famiglia Giuliani ed essere solidale con Placanica, vittima di quanto accaduto, nell’adempimento del Dovere. Placanica non è andato in cerca di nulla, il tutto gli è piombato addosso, come la furia dei violenti.”
 Le parole di verità che chiede Heidi Giuliani - continua Maccari - dovrebbe trovarle in se stessa come madre ed educatrice (...), invece che in ambito politico, zimbello improvvido di forze partitiche che hanno bisogno di eroi perché eroi non ne hanno. I Carabinieri invece sì e probabilmente la cosa dà fastidio a chi vorrebbe sovvertire gli ordinamenti dello Stato.”
 “Siamo stanchi di sentire gli sproloqui della Giuliani, conclude Maccari, e siamo certi sia anche questo il pensiero dell’opinione pubblica.”

A Milano guerriglia tra Autonomi e polizia
11/03/2006 - Lancio di pietre e macchine incendiate. Bomba carta contro i carabinieri: 4 feriti.
 I cittadini esasperati tentano di linciare i manifestanti
dei centri sociali: salvati dalla polizia.

 
MILANO - È sfociata nella violenza, con 42 persone fermate e diversi feriti anche tra le forze dell'ordine, la manifestazione (non autorizzata) organizzata dai centri sociali nel centro di Milano in risposta al corteo della Fiamma Tricolore, che al via alle 16 da piazza Oberdan a San Babila. Il «presidio antifascista» è partito alle 12 da Porta Venezia con un fitto lancio di pietre e di petardi da parte degli autonomi verso la polizia. I manifestanti, circa duecento, molti con i caschi e il volto coperto da passamontagna, hanno anche incendiato cataste di legno, auto e bidoni della spazzatura. La polizia è in assetto antisommossa, gli agenti continuano ad essere bersagliati da pezzi di pietra e di metallo. Il fumo ha invaso la parte terminale di corso Buenos Aires, un'edicola è andata a fuoco.
CALCI E PUGNI AI MANIFESTANTI - La rabbia della folla sconvolta si è riversata su alcuni manifestanti, quando sono stati fermati dalle forze dell'ordine. A stento gli stessi agenti sono riusciti a salvarli da un vero e proprio linciaggio popolare: gruppi numerosi di persone li prendevano a calci e pugni urlando «ammazzateli», mentre gli uomini delle forze dell'ordine cercavano faticosamente di caricarli sui furgoni. Un signore anziano che ha partecipato all’aggressione ha motivato così la rabbia: «Hai visto che cosa hanno fatto? Stanno distruggendo tutto. Se avessi avuto un coltello l’avrei usato».
LA RUSSA: DIRIGENTI DELL'UNIONE - «Sappiamo che le Forze dell’ordine hanno già individuato alcuni dei responsabili degli scontri ma noi sappiamo già chi sono: sono esponenti e dirigenti della coalizione di Romano Prodi». Lo ha detto Ignazio La Russa, capogruppo alla Camera di Alleanza nazionale in merito alla manifestazione durante la quale sono stati incendiati la sede di An a un An point in corso Buenos Aires. «I milanesi - ha aggiunto La Russa - possono giudicare da soli.
11/03/2006 - Fonte Corriere della sera

Il parlamentare leghista Borghezio aggredito e picchiato da No Global ed Anarchici
19 DICEMBRE 2005

"Hanno tentato di linciarmi e non ci sono riusciti solo grazie all'intervento provvidenziale delle forze di polizia". Il parlamentare europeo della Lega Nord Mario Borghezio è stato aggredito sabato all'interno di un treno che viaggiava sulla tratta Torino-Milano. Un gruppo di militanti dei centri sociali edno-global che aveva partecipato poco prima a una manifestazione contro la Tav nel capoluogo piemontese lo ha picchiato ripetutamente, colpendolo con calci e pugni. L'esponente del Carroccio è stato tratto in salvo da due agenti di Polizia, che sono anche loro rimasti feriti. Borghezio è stato poi ricoverato nell'ospedale di Chivasso, dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico al naso. Poco dopo gli aggressori sono stati identificati.
Il comunicato del SAP (Sindacato di Polizia):
A parere del sindacalista del Sap, ''le donne e gli uomini della Polizia di Stato non possono continuare a pagare un prezzo cosi' alto e tutto per colpa di chi confonde la liberta' di opinione con la liberta' di picchiare impunemente e usare violenza verso chi ha idee politiche diverse".
Fonte: WWW.CENTOMOVIMENTI.COM

TERRORISMO: RECLUTAMENTO IN CENTRI SOCIALI, INTERROGAZIONE DI GHIGLIA DOPO LE DICHIARAZIONI DI MANTICE (SISDE) - Roma, 5 ott. 2004

Interrogazione al ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu sul terrorismo. Il deputato Agostino Ghiglia di AN chiede, in particolare, al titolare del Viminale chiarimenti sulle informazioni del SISDE le quali avvalorano l’ipotesi che i centri sociali siano diventati luogo di reclutamento per terroristi di matrice anarco-insurrezionalista, marxista-leninista, ma anche islamica e internazionale'' e di conseguenza ''quali urgenti provvedimenti si intendano attuare al fine di interrompere tale reclutamento''.
L'interrogazione parte dalle
dichiarazioni del capo dipartimento analisi Sisde, Alfredo Mantice, per il quale ''oggi in Italia esistono energie eversive molto organizzate e radicate; soprattutto nell'asse pedemontano tra Milano e Torino, sono presenti vecchi militanti del partito armato che stanno facendo campagna di reclutamento in alcuni centri sociali particolarmente effervescenti.
Siamo molto preoccupati -concludeva Mantice- per la penetrazione di questi elementi nel mondo del lavoro''. Per quanto riguarda, in particolare, la situazione a Torino, Ghiglia chiede a pisanu di indicare ''
quali siano i centri sociali nella zona particolarmente attivi nel reclutamento e nel compimento di atti di eversione e ''se corrisponda al vero che il Comune di Torino non si sia ancora attivato nell'applicare le direttive ministeriali in tema'' e quindi ''se non si intenda provvedere straordinariamente allo sgombero dei centri sociali torinesi, per motivi di sicurezza pubblica''.

 
Rita Bernardini (Radicali): "
INTOCCABILI I CENTRI SOCIALI, È ASSURDO"

Dalla cronaca di Roma de "IL GIORNALE" di Venerdì 25 ottobre 2003
Di Massimo Malpica


Si comincia col “pranzo antiproibizionista”, poi ci sono “cannabis cup” e “giochi lisergici”.
E’ il programma della “V Festa del raccolto”, la sagra della marijuana libera organizzata dal centro sociale di Forte Prenestino per domenica. Al grido di “liberi coltivatori del mondo unitevi”, e dietro il pagamento di 3,5 euro.
Tutto normale? Sembra di no. La marijuana infatti è fuorilegge. Se n’è accorto il presidente della Provincia, Silvano Moffa, proibizionista da sempre, che in un comunicato stigmatizza l’iniziativa del Csoa Forte Prenestino. “Mi sorprende non poco – osserva Moffa – il silenzio di istituzioni e forze dell’ordine, che potrebbe essere interpretato da qualcuno come assenso indiretto”. Insomma, “nessuna festa per consumare droga”, taglia corto il presidente provinciale. Fin qui niente di strano. Stupisce di più che anche Rita Bernardini, Presidente dei Radicali Italiani e storica antiproibizionista, si scagli contro l’iniziativa.

Perché non vi piace la festa del raccolto?

“Semplice. Al Forte Prenestino come è omai consuetudine dopodomani ci sarà questa sagra della marijuana. E, come gli altri anni, la polizia non interverrà. I centri sociali pretendono di agire come se fossero una repubblica a parte. E così il cittadino sfigato finisce sui giornali per la piantina sul balcone: fermi e arresti per pochi grammi. Questi ragazzi dei centro sociali, invece, godono di un’assoluta impunità. E questo è assurdo”.

Lei parla di “sagra degli impuntiti e degli ipocriti”. Ma l’impunità ai centri sociali chi gliel’ha data?

“La protezione è assoluta, non solo sulla marijuana. Vorrei sapere quanto pagano di affitto per Forte Prenestino, per esempio, e perché la struttura è stata concessa a loro e non ad altri. E non sono solo le istituzioni rappresentative a chiudere gli occhi sul Csoa, ma anche le forze dell’ordine, che non intervengono per quieto vivere.”

A voi radicali di solito non va così bene…

“No. La disobbedienza civile la paghiamo sulla nostra pelle. Io venerdì scorso a Pistoia per una cessione di marijuana sono stata denunciata e portata in questura. Sono coinvolta in otto processi, e presto una sentenza di condanna diverrà definitiva. D’altra parte leggo che anche nei centri sociali annunciano le loro iniziative come “disobbedienze sociali”, solo che noi la polizia la avvisiamo, e se non si presenta la denunciamo per omissione d’atti d’ufficio. Voglio vedere quelli del Forte Prenestino come si comporteranno…”.

Ma non è strano che, seppure i partiti siano in larga parte proibizionisti, queste “sagre” continuano?

“No. Quello delle droghe per i politici è un argomento tabù. Non si rendono conto che, sulle “non droghe” come hashish e marijuana, più reprimono il consumo più il consumo si allarga. Dati dell’Unione Europea dicono che i consumatori di cannabis in Italia sono passati da 3 a 4 milioni in 5 anni. E mentre la repressione colpisce i comuni mortali, a certi ambienti nessuno osa opporsi. Che siano quelli del “social forum” o i centri sociali a organizzare queste feste, non si può dire una parola. E poi parlano di disobbedienza civile”.

   
Strategia del CAOS.
No GLOBAL: chi li ispira e chi li manovra

Siro Mazza - Koinè Nuove Edizioni, Roma 2003

Gli aspetti deleteri del fenomeno “no-global” – in primis, quelli legati all’ordine pubblico e alla pacifica e ordinata convivenza – non trovano adeguata risposta solo sul piano della repressione, ma anche su quello più sottile e complesso dell’analisi, ideologica e sociologica. E’ quanto ha cercato di fare l'autore di questo libro-inchiesta. Non si tratta di un argomento semplice: affermatosi a cavallo fra il vecchio e il nuovo millennio quale soggetto politico “di rottura” sulla scena nazionale ed internazionale, il movimento “no-global” costituisce in effetti una galassia estremamente articolata, nella sua composizione così come nella sua ideologia. E’ possibile tuttavia individuare un nocciolo duro, una regia, un controllo e un’egemonia costituiti ed esercitati dalla cosiddetta “sinistra antagonista”, che, in Italia, anima la rete dei cosiddetti centri sociali. E’ indubbio che, tanto sul piano teorico, quanto su quello pratico, la guida del movimento no-global sia nel pugno violento e sovversivo di tali entità. Ispirati direttamente al mondo del degrado americano, i centri sociali costituiscono per l’autore l’estremo prodotto di un processo di annichilimento sociale e culturale, il cui fine ultimo è la sovversione in interiora hominis.
In costante stato pre-schizofrenico, essi hanno il ruolo e la capacità d’influenzare l’habitat culturale in cui operano attraverso la diffusione di una miscela di velenose suggestioni politico-ideologiche, costituendo l’ultimo anello del passaggio dal comunismo alla psicosi. Per usare un’espressione coniata dal filosofo cattolico Augusto Del Noce, rappresentano, in altre parole, la truppa d’assalto del “totalitarismo della dissoluzione”. Sorti sulle ceneri del “movimento” del ’77, i centri sociali hanno vivacchiato nel corso degli anni ’80 senza costituire un fenomeno particolarmente rilevante, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico. A partire dal 1989, con gli scontri in occasione dello sgombero del Leoncavallo, comincia un’escalation di violenza, la cui documentazione – di cui è riportata una breve ma significativa sintesi - dimostra l’assurdità dei distinguo fra Tute bianche e Black bloc. Il saggio evidenzia pertanto la pericolosità sociale (oltreché politica e culturale) dei centri sociali, santuari dell’impunità da dove ormai da anni partono raid vandalici, aggressioni e intimidazioni, e nei quali si attua la produzione, lo spaccio, la diffusione e la propaganda di sostanze stupefacenti. Nel libro si cita tutta una serie di violenze, devastazioni, saccheggi e soprusi ben anteriori agli eventi di Genova. Dal dicembre del ’92, con espropri proletari nel centro di Milano, a quello del 2000, quando l’assalto alla Città del Vaticano trasforma l’attigua via della Conciliazione in un campo di battaglia. Fino al 2001, con gli scontri di Napoli e il saccheggio di Genova.
I dati riportati nel libro dimostrano allora che ciò che è successo nel capoluogo ligure è la logica conseguenza di più di un decennio di violenze praticate dai c.s. un po’ in tutt’Italia. E tutto ciò con la compiacenza, se non l’appoggio esplicito e diretto, della sinistra, politica, ideologica, culturale, mediatica e giudiziaria. Se Verdi e Rifondazione costituiscono il “braccio istituzionale” dei centri sociali, un grande aiuto viene loro offerto dalle amministrazioni di centrosinistra, che lautamente li finanziano e li mantengono. A sua volta, la sinistra “ufficiale” risulta sotto schiaffo nei confronti dei gruppuscoli antagonisti, per cui, venendo meno a una consolidata prassi che ne ha caratterizzato tutta la storia, corre dietro goffamente ai loro impulsi estremistici e barricadieri.
A sinistra, oggi, i no-global sono come Figaro. Tutti li cercano, tutti li vogliono: severi giustizialisti neogiacobini e allegri girotondisti, leader di partiti di massa e magistrati militanti, sindacalisti inflessibili ed elitari opinion makers, paludati accademici e giornalisti d’assalto. Dopo il Social Forum Europeo di Firenze, la grancassa massmediatica ha preso nuovo vigore, esaltando la (presunta) natura non-violenta della nuova contestazione. La manifestazione del Social Forum è stata “festosa” e “gaia”, con connotati pacifisti… Non come a Genova, dove è degenerata – si osa affermare – a causa della “polizia cilena”. Nulla di più sbagliato! A Firenze, in verità, differenti erano gli obbiettivi e diversa, quindi, è stata la tattica: non c’era un bersaglio da colpire militarmente (il G8), né un governo di centrodestra da abbattere, ma una giunta regionale terzomondista e neomarxista da tutelare e una radunata internazionalista da promuovere. Non tute nere, dunque, ma il loro risvolto, fatto di cachemire radicalchic e bandiere iridate. Firenze non doveva essere un’altra Genova, per la stessa volontà di chi aveva organizzato il Forum nell’una e l’anti-G8 nell’altra. Distratti dagli allarmi per le possibili devastazioni, si è trascurata la strategia complessiva, che l'autore al contario evidenzia. E che è quella che promuove una nuova Internazionale, che incoraggia un nuovo terrore, magari mascherato da “resistenza”: organici al Social Forum risulterebbero infatti i narcoterroristi colombiani delle Farc, i baschi di Batasuna, l’ex Pkk curdo (quello di Ocalan), il Fronte popolare palestinese. Presente ufficialmente anche il “Campo anti-imperialista”, che ogni estate organizza in Italia un raduno di tutti i gruppi della “lista nera” del terrorismo mondiale.
E’ la nuova contestazione che vuole distruggere quello che resta del povero Occidente, completando il “lavoro” del ’68. E’ il pacifismo che ci vuole imbelli davanti al pericolo del fondamentalismo islamico. E’ il neopauperismo millenarista che intende cancellare tremila anni di progresso della civiltà ebraico-classico-cristiana, industrializzazione e libero mercato compresi. 
 
 

OKKUPAZIONI DEI CENTRI SOCIALI IMPUNITE, GIROTONDISTI ECC.

di Pier Gianni Prosperini Consigliere Regionale di A.N.

L’attacco di no-global, centri sociali, rom , nomadi & Company contro la società civile e laproprietà privata ha avuto ultimamente un picco altissimo a Milano con una serie di okkupazioni di stabili avvenute in forma organizzata, addirittura a fini di lucro.Questa situazione di reiterate illegalità, rischi sanitari e di sicurezza, disagi e invivibilità per i cittadini milanesi è assolutamente intollerabile E’ chiaro che queste occupazioni sono frutto di una precisa e meticolosa organizzazione mirata ad attaccare i principi di legalità, di diritto, di proprietà privata, di sicurezza e di salute pubblica Pertanto abbiamo chiesto che si identifichi un nuovo reato quello di “TERRORISMO URBANO ORGANIZZATO” nel quale far ricadere queste forme di aggressione contro la città, la società e le sue fondamenta costituzionali.

A questo proposito alcuni organi di stampa avrebbero rilevato che la Procura milanese generalmente archivia le denunce effettuate dalle Forze dell’Ordine contro gli okkupanti abusivi, adducendo lo “stato di necessità”. Si pensi che addirittura viene rilevato come “unico” il caso di quel Magistrato che ha respinto la richiesta di archiviazione da parte della Procura.

Milano non può tollerare tale situazione, lo “stato di necessità” non deve essere giustificazione per illegalità e reati contro la società e la proprietà privata a parte il fatto che lo “stato di necessità” di costoro è la necessità di continuare a non lavorare, a “disobbedire” a essere quei nocivi parassiti di cui abbiamo notizia tutti i giorni. Non è tollerabile che le leggi e le regole siano ignorate proprio da chi dovrebbe sanzionarle. Provate a pensare se facessimo noi così!?!