Politica Italiana: Articoli ad argomentazione socio-politca
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La fine del governo Prodi, il peggior Governo della storia repubblicana
venerdì 25 gennaio 2008

Una giornata da ricordare, il 24 Gennaio '08. Dopo 18 mesi di tira e molla, di compromessi interminabili sulla pelle degli italiani, il Governo Prodi è finalmente caduto. Lo aspettavamo da tempo, ma la ostinazione dell'ex Premier ha anticipato i tempi.
Oggi il centrosinistra è a pezzi, ferito nell'animo e nel corpo, diviso in mille gruppi e sottocorrenti. Il centrodestra, ed in particolare il Popolo della Libertà, ha adesso il dovere di presentare un programma breve ma chiaro e semplice. Niente 300 pagine di politichese, come ha fatto l'Unione nel 2006, ma chiari impegni da contrarre con gli italiani.
C'è un clima strano nel Paese. Un clima di sfiducia che dobbiamo contrastare non con l'euforia del momento, destinata inevitabilmente a passare, ma con impegni forti e chiari per ridare speranza ad un Paese sfiduciato.
Fonte: Blog M.Carfagna

 

De Gregorio: L’appoggio esterno di Follini al governo Prodi nasconde dietrologie ed interessi di famiglia (della moglie)

Accuse velenose sulla scelta dell'ex Udc, la cui consorte, Elisabetta Spitz, è stata confermata direttore generale dell’Agenzia del Demanio..

ROMA - «L’appoggio esterno di Follini al governo Prodi nasconde dietrologie che bisogna interpretare. Probabilmente sarà relativo alla conferma, avvenuta poche settimane fa, dell’incarico di direttore generale dell’Agenzia del demanio per altri cinque anni a Elisabetta Spitz, la moglie del leader dell’Italia di mezzo». Questa frase di Sergio De Gregorio, leader di Italiani nel mondo, in un’intervista a Radio Popolare Network, ha scatenato un putiferio. «Si tratta di un incarico dal quale transitano migliaia di milioni di euro di immobili dello Stato, essendone il centro di dismissione e spesso anche di svendita. E su quella centrale di svendita del patrimonio dello Stato ho presentato più di un’interrogazione cui però non ho ancora avuto risposta», ha concluso De Gregorio che, eletto nelle ultime elezioni in Campania con Italia dei valori (il partito di Di Pietro)
Fonte: Corriere.it (01/03/2007)

 

Grande partecipazione alla manifestazione della Cdl a San Giovanni
"Siamo oltre due milioni" e la piazza ritrova il suo leader

ROMA - "Siamo la maggioranza del paese e siamo qui per mandare a casa Prodi", esordisce Silvio Berlusconi dal palco di piazza San Giovanni. Davanti a lui una folla traboccante di entusiasmo. La manifestazione della Cdl contro la Finanziaria è un grande successo, ed è l'apoteosi del leader che tocca i cuori dei partecipanti ripetendo a più riprese la parola "libertà". Oltre un milione di persone, dicono prima gli organizzatori, poi il Cavaliere lancia l'annuncio ad effetto: "Siamo oltre due milioni". Certo è che c'è veramente tantissima gente, la piazza è colma e la leadership di Berlusconi ne esce rafforzata. "E' il popolo che sceglie i leader", dice infatti l'ex premier senza fare riferimenti espliciti al centrista Casini, ma sapendo che tutti penseranno a lui. E anche Gianfranco Fini ribadisce che "non sarà l'invidia a dividere quello che la piazza unisce". Mentre Bossi, pratico, chiede di tornare alle urne.
Fonte: CLOTILDE VELTRI  www.repubblica.it  (02/12/2006)


La Finanziaria di Prodi è la peggiore della storia della Repubblica.

Attacco alla la manovra che ha ottenuto la fiducia alla Camera. E l’Unione litiga per modificarla al Senato

«Questa manovra è la peggiore della storia della Repubblica, originata dal fondamentalismo ideologico della sinistra comunista, radicale e massimalista» e «portata avanti con un dilettantismo quasi impensabile (La manovra è stata modificata centinaia di volte al limite del grottesco)». Non usa giri di parole Silvio Berlusconi per attaccare la Finanziaria del governo Prodi che ieri ha ottenuto la fiducia alla Camera e che ora passerà al vaglio del Senato. Dove però l'Unione sta già litigando per apportare modifiche: cambieranno infatti le norme sull'Irpef comunale e sul bollo auto.
Fonte: Adnkronos News 01/12/2006

 

PRODI (UNIONE): «Io vivere a Roma? Manco morto»
 

Il leader dell’Unione e la capitale. «Estraneo a certi giri, così si mantiene la rotta» !
«Io vivere a Roma? Manco morto». Romano, masolo di nome. Prodi, intervistato a Cinisello Balsamo (Milano) da Gad Lerner e Massimo Cacciari, ha confessato la sua inguaribile allergia per la capitale e per i suoi salotti. «Mi rendo conto—ha detto — di essere un corpo estraneo rispetto al giro romano. E a volte lo pago caro, soprattutto quando scattano certe dinamiche dell’informazione». Il leader dell’Unione ha aggiunto: «Vivere distante da Romaè un vantaggio sul lungo periodo: se un politico vuole durare è bene che se ne stia lontano».
Romano, ma solo di nome. Saranno state le nebbie del Milanese o l’adrenalina che gli ha messo in corpo la mini-contestazione di uno sparuto drappello leghista, fatto sta che Prodi ha per la prima volta confessato la sua inguaribile allergia per Roma e per i suoi salotti. «Molti politici si sono trasferiti nella Capitale..., beh, io non ci andrei ad abitare manco morto» ha detto ieri sera il leader dell’Unione, intervistato a Cinisello Balsamo da Gad Lerner e Massimo Cacciari.

16/12/2005 - Francesco Alberti - Corriere della Sera

Nel programma di Prodi libertà di licenziare
- Giuseppe Salvaggiulo - Dicembre 2005 -


«Prodi e l'Ulivo propongono il modello Danese». Ovvero: mano libera alle aziende sui licenziamenti del personale, in cambio di sussidi e di una rete che garantisca un nuovo lavoro

Sembra incredibile ma la questione dei "licenziamenti" senza giusta causa e dell'articolo 18 che neanche il governo di centro destra e Berlusconi hanno avuto il coraggio e la "determinazione" di toccare concretamente, divengono ora uno dei cavalli di battaglia del centro sinistra alle politiche del 2006.
L'ossessione elettorale dell'Unione si materializza al Big Talk della Margherita. Nell'intervento di chiusura Romano Prodi rompe gli indugi e lancia la sfida. Soprattutto alla sua coalizione: «Faremo un programma radicale, non doroteo, perché non è tempo di aggiustamenti. Non possiamo permetterci più di accontentare, dobbiamo scontentare». E che cosa significhi fare riforme radicali, lo spiega lo stesso Prodi sottoscrivendo il programma dei cento giorni proposto sul Corriere della Sera dall'economista liberale Francesco Giavazzi:«Certo che rispondo sì alle sue domande, perché così l'Italia non può più andare avanti, è davvero nel declino maliziosamente descritto dall'Economist». E quindi: concorrenza tra le università, eliminazione degli albi professionali, privatizzazioni, soppressione dei vincoli ai licenziamenti secondo il modello danese.
A proposito del mercato del lavoro, nel suo articolo di sabato Giavazzi aveva scritto: «La Danimarca ha eliminato qualunque ostacolo ai licenziamenti,soprattutto togliendo di mezzo i giudici e il diritto di chi è licenziato ad appellarsi a un tribunale. E così le imprese danesi, sapendo che sbagliare un'assunzione non è un dramma, assumono. (...) I sussidi di disoccupazione sono generosi e durano tre anni. Però si perdono immediatamente se l'Agenzia del lavoro trova un posto adeguato e il disoccupato lo rifiuta. Chi si impegna ad adottare il modello danese?». La risposta di Prodi è convinta.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=46113

L'EURO, PRODI E IL CAROVITA

L'Introduzione della moneta unica "Euro" ha frenato l'economia ed ha portato all'aumento generalizzato dei prezzi rendendo insostenibile la vita per molte famiglie italiane.
Ma chi è che ha voluto fermamente l'ingresso nella moneta unica, tanto da aumentare vertiginosamente le tasse e tagliare le spese per raggiungere questo famigerato "obiettivo", senza occuparsi minimamente delle conseguenze ?
Chi è che ha accettato anche il
cambio Euro/Lira di 1 a 2.000 (che ben presto si è trasformato nel cambio 1 Euro=1.000 lire) determinando il raddoppio dei costi per la maggior parte dei servizi e beni di consumo ?
In pochi lo ricordano ma di ciò dobbiamo ringraziare il governo di centro sinistra che fino al 1999 era presieduto dal famigerato
Romano Prodi, proprio colui che dopo il forzato esilio europeo (il suo governo fù sfiduciato dalla sua stessa maggioranza) oggi sembra volersi ricandidare per le elezioni politiche del 2006 (!): Più che di "minestra riscaldata" trattasi di "disastro annunciato".


Il ministro dell'Economia: l'aumento dei prezzi colpa della moneta «malfatta» del presidente della Commissione Ue Romani Prodi
 Fonte:  Corriere della sera (17 febbraio 04)    

A tenere banco è ancora una volta l'euro e l'effetto che avuto sui prezzi nel nostro Paese.
È l'euro «malfatto» del «candidato» Prodi la causa dell'aumento dei prezzi. Non usa mezze parole e neppure mezze misure il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per spiegare le ragioni del carovita contro il quale ha deciso di scendere in campo con decisione, nel 2004, «per capire dove sono andati a finire i soldi» e «fare un pò di giustizia». Ma le misura annunciate dal governo con i controlli a tappeto sui commercianti, la lotta all'evasione e perfino il tabellone che monitora i prezzi di quartiere esposto presso gli uffici postali, incassano poche battute di apprezzamento e gettano altra legna sul fuoco della polemica.


Ad accendere la miccia è proprio il ministro dell'Economia, che da Genova torna sulla questione dell'euro rispondendo a chi gli chiedeva le ragioni dell'aumento dei prezzi: «I prezzi? Lo chieda al candidato Prodi e al suo euro malfatto».

I governi Prodi, D'Alema, Amato non hanno difeso l'interesse nazionale:
avrebbero dovuto imporre un valore di conversione lira-euro più favorevole all'Italia ed anche introdurre la "banconota da un euro" per far percepire il vero valore della nuova moneta.